Antonella Di Girolamo

Fotografa e fotogiornalista freelance, si diploma all’Istituto di Stato per la Cinematografia e TV Roberto Rossellini. Lavora da oltre vent’anni per l’editoria italiana e straniera pubblicando su: L’Espresso, Famiglia Cristiana, Jesus, Focus, Astra, La Repubblica, La Stampa, IoDonna, Panorama, Terre di Mezzo, Il Venerdì, La Repubblica online. Dopo essersi occupata di reportage, still life, foto concettuali ed elaborazioni digitali, negli ultimi anni si concentra sul fotoracconto e su progetti fotografici a tematiche sociali. Al suo attivo ha diverse mostre, libri e pubblicazioni. La sua mostra fotografica Apparent Million Age è stata esposta al FLIC, Festival Lanciano In Contemporanea e al Festival della fotografia Etica di Lodi; inoltre è diventata itinerante e ha toccato le città di Roma, Firenze, Pescara, Bologna e Bergamo. Da qualche anno si occupa anche di formazione tenendo corsi di fotografia presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, Engim InternazionaleCarcere Femminile di Rebibbia e in altre associazioni. Vive a Roma e continua a fotografare.


Io sono razzista ma mi curo | Testo e foto di Antonella Di Girolamo

Sentivo che c’era qualcosa che non mi piaceva.
Non piacersi.
Qualcosa nasce nella mente, cresce e intossica il pensiero.
Non piacersi. Tutto nasce da questo.
Cos’è il razzismo? Sono anch’io razzista?
Non si è impermeabili alla comunicazione né all’informazione di propaganda legata a questo argomento.
Tutti dentro! Tutti fuori!
La rabbia usata dagli estremismi e dalle ideologie fa i suoi danni, così ho cominciato ad interrogarmi e, non trovando risposte convincenti, ho cominciato ad indagare per indagarmi.
Cercando nelle parole e nei racconti dei migranti, gli stranieri, altre domande prendevano forma.
Cos’è la paura? Ce l’ho anch’io?
E se così fosse, di cosa si ha paura?
La risposta, dopo due anni, è in questo lavoro.
E’ la Paura del presunto cannibalismo dei poveri, senza guardare e accorgersi del cannibalismo degli ingordi.

Progetto completo


Apparent Million Age Quante vite per guadagnare un milione di euro?

31 volti di persone comuni rispondono alla domanda con calcoli alla mano. Sentiamo continuamente parlare di milioni di euro: megastipendi, vincite, evasioni…corruzione tanto che la cifra è diventata quasi familiare e, perché no, anche potenzialmente raggiungibile.
Ci sentiamo tutti partecipi di questa giostra milionaria che in realtà non ci vede giocatori ma semplici spettatori, incapaci di misurare realmente una tale cifra.
Ho iniziato a quantificare un milione di euro, non con beni extralusso così lontani dalla quotidianità dei più, ma con qualcosa che tutti noi conosciamo molto bene: il nostro lavoro e il nostro tempo.
I ritratti sono infatti affiancati da calcoli che mostrano quanti anni impiegherebbe ognuno di loro a guadagnare un milione di euro, se le loro condizioni lavorative rimanessero invariate nel tempo, e quantificato in vite lavorative (circa 35 anni di lavoro). È chiaro che questo progetto non vuole essere un’indagine statistica o una ricerca sul lavoro. È piuttosto un invito verso la giusta percezione del denaro tramite un semplice gioco matematico a cui tutti possono partecipare, perché quelle persone siamo noi, gente comune con stipendi ‘normali’.
Chi guarda può individuare il proprio salario, sostituirsi al soggetto e prenderne parte.

Progetto completo

La mostra è stata esposta a Roma, Firenze, Pescara, Bergamo, Bologna, Lanciano e Lodi.


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