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Biografie

Adriana Tuzzo

Nata a Lecce nel 1975, vive e lavora a Bologna. Dopo gli studi universitari nel ramo letterario e linguistico e una esperienza giornalistica, si è dedicata alla fotografia a partire dal 2007. Dapprima focalizzata sul reportage artistico come fotografa di scena (teatro e cinema), ha poi seguito soprattutto la musica, portando avanti, tra gli altri, un progetto sul jazz in Emilia-Romagna. In seguito si è occupata principalmente di documentazione, lavorando per enti, aziende, privati e si è specializzata in fotografia industriale, still life, interni, eventi. Ha collaborato con case editrici e pubblicato su testate giornalistiche di associazioni no-profit e riviste come AND e Sept. Ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero ed è associata AIRF Associazione Italiana Reporters Fotografi, dove è anche responsabile di segreteria e coordinatrice attività. Attualmente è impegnata nello sviluppo di alcuni progetti di matrice sociale in ambito culturale, ambientale e socio-psicologico.

Alessandra Attianese

Nata a Napoli nel 1966, lavora a Milano. Docente di fotografia all’ITSOS Albe Steiner, si occupa di temi legati alle comunità, alle donne, all’infanzia, al territorio. Tra i progetti più significativi: la documentazione di alcune edizioni della Biennale Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo realizzata per il Comune di Milano; le immagini che hanno dato vita alla mostra/convegno: Donne migranti nella metropoli. Spazi e tempi della cultura materiale” (1996); il reportage sugli Incontri cinematografici di Hergla in Tunisia (2005). Nel 2011 produce con Bruna Orlandi la mostra Russia 1991. Un altro luogo, un altro tempo: un reportage sul crollo dell’Unione Sovietica e documenta per l’Università di New York la Missione Archeologica a Kinik Hoyuk, partecipando nel 2013 alla mostra Ricerche archeologiche italiane in Turchia a Istanbul. Negli ultimi anni racconta con le sue immagini le associazioni, i gruppi e i movimenti che animano a Milano la vita multiculturale intorno a via Padova.

Anna Rosati

Nata a Bologna nel 1956 è fotografa, artista e graphic designer, laureata in Cinema al DAMS, Unibo. Iniziata la professione del 1979 come assistente di Fulvio Roiter, per alcuni anni si concentra sulla fotografia di reportage in Europa, America Latina, Asia e USA, collaborando con case editrici e riviste tra cui Image, Master, Qualità, Il Piacere, Weekend. Ha documentato progetti di cooperazione Internazionale in Kenya, Tanzania, Guatemala e Marocco, con pubblicazioni e mostre in Italia e all’estero. Nel 2012, dopo il Master Universitario di Alta Formazione Docente e carcere: insegnare, apprendere, educare dà vita a Ri-prendere, progetti di arte e fotografia©, laboratori fotografici ideati e condotti all’interno dell’Istituto Penale Siciliani di Bologna, progetto ripreso nel 2016, in una nuova veste, presso l’Ospedale di Riabilitazione di Montecatone di Imola, coinvolgendone i pazienti e conclusosi con l’edizione di un libro d’arte patrocinato dall’Università di Bologna. Nel 2017 il suo progetto fotografico Km 0 Bologna/Londra è stato esposto ad ARCOS-Museo di Arte Contemporanea Sannio a Benevento.

Annalisa Cimmino

Nata e cresciuta a Napoli, vive a Milano dal 2004. Si è laureata in Traduzione/Interpretariato e lavorato per alcuni anni come traduttrice e interprete da tedesco e inglese, quindi si è diplomata in Fotografia al CFP Bauer, lavorato come assistente nello studio di Francesco Radino, poi come fotografa indipendente per clienti privati nel campo dei ritratti, interni ed eventi. è stata selezionata da Saatchi Art per The Other Art Fair a Brooklyn, da Fondazione Catella per la campagna sociale Milano è bellissima, da GRIN per Portfolio Milano 2015 e dal Salone Internazionale del Mobile come fotografa ufficiale per due anni. Ha partecipato a mostre collettive e vinto due premi fotografici italiani. Dal 2015 al 2018 ha vissuto a New York con un visto per artisti, ha collaborato con Magnum Photos per la Square Print Sale, con alcuni fotografi, e affinato le sue competenze. Attualmente è contributor di Getty Images nella sezione Creative.

Antonella Di Girolamo

Fotografa e fotogiornalista freelance, si diploma all’Istituto di Stato per la Cinematografia e TV Roberto Rossellini. Lavora da oltre vent’anni per l’editoria italiana e straniera pubblicando su: L’Espresso, Famiglia Cristiana, Jesus, Focus, Astra, La Repubblica, La Stampa, IoDonna, Panorama, Terre di Mezzo, Il Venerdì, La Repubblica online. Dopo essersi occupata di reportage, still life, foto concettuali ed elaborazioni digitali, negli ultimi anni si concentra sul fotoracconto e su progetti fotografici a tematiche sociali. Al suo attivo ha diverse mostre, libri e pubblicazioni. La sua mostra fotografica Apparent Million Age è stata esposta al FLIC, Festival Lanciano In Contemporanea e al Festival della fotografia Etica di Lodi; inoltre è diventata itinerante e ha toccato le città di Roma, Firenze, Pescara, Bologna e Bergamo. Da qualche anno si occupa anche di formazione tenendo corsi di fotografia presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, Engim Internazionale, Carcere Femminile di Rebibbia e in altre associazioni. Vive a Roma e continua a fotografare.

Antonella Monzoni

Pratica una fotografia di reportage profondamente umanista con una spiccata cifra intimista tesa all’assimilazione culturale del ricordo. Così in Madame (Premio Giacomelli 2007 e Selezione PhotoEspana-Descubrimientos 2008), in Somewhere in Russia (Premio Chatwin per la fotografia 2007) e in Silent Beauty (Menzione d’onore IPA 2008). Nel 2009 con Ferita Armena riceve la Menzione Speciale Amnesty International Festival dei Diritti, è finalista al Premio Ponchielli e selezionata al estival Visa pour l’Image di Perpignan. Sempre nel 2009 vince il Best Photographer Award al Photovernissage di San Pietroburgo e nel 2010 viene proclamata Autore dell’Anno FIAF. Dal 2011 fa parte del Collettivo Synap(see). Nel 2012 riceve il primo premio VIPA, Vienna International Photo Award. Nel 2015 le viene riconosciuto il Premio Internazionale di Fotografia Scanno dei Fotografi. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2016 il suo libro Ferita Armena ha vinto il Premio Bastianelli come miglior libro fotografico pubblicato in Italia.

Antonietta Corvetti

Nata a Genova nel 1964, si trasferisce a Milano dove si diploma al CFP R. Bauer. Fotogiornalista, da circa vent’anni lavora per l’editoria, collabora con le maggiori case editrici italiane, è specializzata in fotografia di paesaggio, reportage, architettura, food, fotografia industriale. Appassionata di viaggi e attenta alle politiche sociali, ha fatto diverse esperienze nel campo del volontariato in Africa. Oggi collabora con Portofranco, centro di aiuto allo studio per i ragazzi delle scuole superiori. Mostre collettive: Viaggio intorno alla mia camera alla Fondazione Giacomo Costa di Genova; Immagini di un territorio, Solidarietà e immagini al Centro Culturale B. Brecht di Milano, Paesaggi Urbani a Palazzo Ducale  di Genova, Sguardi e Riflessi a Fotografia Festival Internazionale di Roma e a Corigliano Calabro Fotografia, a Photo Week di Milano. Personali a Milano: Scene di vita in Mali alla Fondazione Giacomo Costa, Tracce e Spazi Dimenticati a Milano a Fabbrica del Vapore.

Beatrice Mancini

Nata a Este, vive a Verona fino al 2004 per poi trasferirsi a Milano, quindi a Padova. Nel 2000 si laurea in Lettere Classiche e nel 2007 frequenta a Milano il Master in Photography and Visual Design. Nel 2011 è selezionata per la campagna Milano è bellissima. Espone dal 2010 al 2014 presso la galleria Belvedere di Milano. A dicembre 2011 vince il Portfolio Italia con il lavoro Love Camping-Apologia dello stanziale con Paola Fiorini. Nel 2012 espone a Milano, Orvieto, Roma e Padova nella mostra collettiva Volontariamente. Nel 2012 è finalista del premio Ponchielli. Nel 2015 partecipa ad un progetto in Bangladesh che da luogo alla mostra, Princess of Waterland esposta a Venezia, Milano, Firenze, Valdagno, Padova, Udine e Verona. Espone al teatro Franco Parenti in occasione di BookCity 2017 il libro fotografico Il respiro di Poveglia che realizza in collaborazione con il giornalista Christian Elia. Pubblica su riviste italiane e straniere tra cui GEO, D-La Repubblica, Sportweek, Emergency, L’Europeo, Focus Storia, Focus, Gioia, Il Venerdì di Repubblica, Famiglia Cristiana, GQ, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Famiglia Cristiana, Cartier Art, Telegraph Magazine.

 

Bruna Orlandi

Nata a Napoli nel 1959, vive a Milano. Associata alla Società Italiana per lo Studio della Fotografia, ha partecipato alla realizzazione del progetto Archivio dello Spazio – dieci anni di fotografia italiana sul territorio della Provincia di Milano – 1991/2001, curato da Roberta Valtorta; ha realizzato diversi reportage in Argentina dal 1992 al 2002 presentati in esposizioni nazionali e internazionali; ha pubblicato reportage sulla guerra in Libano, sui flussi migratori in Italia, Marocco e Spagna e sulle tematiche ambientali e culturali per la rivista mensile Galatea e per alcuni quotidiani nazionali; dal 2001 al 2014 ha seguito il conflitto israelo-palestinese con reportage presentati in una mostra personale al Castel Dell’Ovo per l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli; ha realizzato un reportage in Russia durante la caduta dell’ex Unione Sovietica esposto nel 2012 allo Spazio Polifemo della Fabbrica del Vapore del Comune di Milano. Ha partecipato con mostre personali alle edizioni 2014 e 2015 di Photofestival, circuito espositivo annuale per la fotografia d’autore e nel 2017 e 2018 a Photo Week di Milano.

Colomba d’Apolito

Nata a Mattinata sul Gargano, dopo la laurea in Farmacia a Firenze frequenta il DAMS all’Università di Bologna. Nel 1984 inizia l’attività fotografica in teatro; corrispondente di SIPARIO, ha prevalentemente ritratto personaggi del mondo del teatro e della cultura. Dal 1994 co-fonda FABBRICA EUROPA, festival internazionale multisegnico che si tiene alle ex stazione Leopolda di Firenze. Nel 1999 cura il progetto Il corpo e l’anima, coinvolgendo un gruppo di artisti che lavorano con la fotografia esposti in dieci gallerie fiorentine e nella ex stazione Leopolda. Nel 2001 pubblica il Gargano quelli che stanno, Alinea ed. ritratti e paesaggi in bianco e nero. Da un decennio, a partire dai dittici, che mostra a FOTOGRAFIA EUROPEA10, lavora sulle immagini attraverso cuts e collage, giocose filastrocche sul linguaggio fotografico, in serie, sull’evoluzione del concetto d’identità. Vive e lavora a Pietrasanta, in Versilia. Ha esposto in mostre in Italia e all’estero.

Cristina Vatielli

Nata a Roma. Dopo essersi diplomata alla Scuola Romana di Fotografia nel 2004 inizia a lavorare come assistente occupandosi principalmente di postproduzione. Intraprende in seguito il suo percorso di ricerca personale con un approccio storico-documentario, avvalendosi in alcuni casi della messa in scena di eventi e personaggi. Nel 2016 realizza Le donne di Picasso, una serie di autoritratti che danno voce alle sofferenze di otto donne che hanno amato Pablo Picasso. Negli ultimi dieci anni lavora a Exilio de dentro, un progetto che esplora la memoria storica della guerra civile spagnola. I suoi lavori sono stati pubblicati su importanti riviste internazionali come Time, Newsweek, L’Espresso, Le Monde; ha ricevuto vari riconoscimenti tra i quali il Sony World Photography Award, Julia Margaret Cameron Award, PX3 e IPA. È stata rappresentata dall’agenzia Prospekt nel 2006-2012. Attualmente è rappresentata dalla Galleria del Cembalo, Palazzo Borghese Roma.

Daniela Facchinato

Nata a Sondrio nel 1946, laureata in Lettere Classiche, inizia la professione negli anni Settanta come fotografa di cronaca del quotidiano Il Foglio di Bologna. Alla chiusura del quotidiano è tra i fondatori della radio libera Radiocittà 103. Come giornalista e fotoreporter collabora per tutti gli anni ’80 con la casa editrice Condè Nast pubblicando mensilmente per le riviste Lei e Per Lui reportage dedicati ai vari aspetti della cultura giovanile nel mondo. Dal 1985 si dedica anche al ritratto e alla fotografia di moda. Ha esposto in varie mostre e pubblicato libri fotografici su commissione tra cui La ragione dei matti, ed. Cappelli, Bologna 1990; 1000 Miglia, viaggio nella memoria, ed Electa, Milano 1990; Nuova officina Bolognese, Galleria d’Arte Moderna, Bologna 1992; La fucina del Toro, Lamborghini, Uomini Macchine Saperi, ed. Cappelli, Bologna 1993; Denti, qualcosa di più a proposito del film di Gabriele Salvatores, ed. Sipiel, Milano 2000;. Nel 1999 apre a Bologna la prima galleria fotografica: Daniela Facchinato Image Gallery.

Flavia Faranda

Nata nel 1977 a Roma, si trasferisce a Milano negli anni ’90, laureandosi in Storia dell’Arte presso l’Università Statale di Milano e si diploma in fotografia presso l’Istituto Europeo di Design. Inizia a lavorare come assistente in studi fotografici. Intraprende la sua attività occupandosi di still life reportage e ritratto. All’attività lavorativa affianca un interesse per la fotografia di teatro e tematiche legate alla cultura contemporanea e temi sociali, quali il carcere, la mobilità sostenibile, l’identità di genere, partecipando a mostre collettive e personali:  Le ciclofficine milanesi (2007) nella Settimana Europea della Mobilità Sostenibile; Laboratorio Sogno di San Vittore, Casa Morigi, Milano (2009); Brazil: una foto per il futuro, alla Galleria Jannone di Milano; (R)ESISTENZE presso la Fondazione Corrente, a cura di Roberto Mutti (2014); Città Visibili alla Galleria Sibilla, Carassai (FM) e alla Galleria Manifiesto Blanco, Milano (2016) e a Milano Photoweek 2017. Dal 2017 inizia a occuparsi anche di video e montaggio.

Francesca Rivetti

Nata nel 1972 a Milano. Attiva nel mondo della fotografia dalla fine degli anni Ottanta, tra il 1993 e il 1994 studia presso l’Edinburgh College of Art e successivamente lavora in diversi ambiti fotografici, mentre. Dal 2005 si dedica esclusivamente alla ricerca fotografando indistintamente luoghi, oggetti e persone con l’obiettivo di riflettere sulla condizione dell’essere e i suoi molteplici stati. Tra le mostre principali: L’altro Sguardo, Palazzo delle Esposizioni, Roma 2018; Look at Me, Unicredit Pavilion, Milano 2016; Due mondi, Viasaterna, Milano 2016; Breath Keepers, MLZ Trieste, 2014; Al di là delle immagini, FSRR Torino, 2014; No Soul For Sale, Tate M. Londra 2010; Due, Fondazione Fotografia Modena 2009; Estremi libro d’artista, Cripta747 Torino, 2009; Terzo Paesaggio, MA*GA, Gallarate 2009; New Landscape, Kunst Palais, Monaco di Baviera, 2006; Francesca Rivetti, Brancolini Grimaldi Roma, 2005; Per Esempio, MART Rovereto, 2005; L’idea di paesaggio, Galleria Civica di Modena 2003.

Fulvia Farassino

Nasce a Cremona nel 1950 e vive a Milano. Dalla fine degli anni Settanta si dedica a tempo pieno alla fotografia specializzandosi in fotoreportage cinematografico. Si dedica soprattutto a ritratti di attori e registi; ha fotografato scrittori, artisti, pubblicitari e imprenditori nonché artigiani nel loro ambiente di lavoro. Ha collaborato regolarmente agli inserti del Corriere della Sera: Sette e Vivi Milano e pubblicato sulle maggiori riviste italiane. Mostre: 1980 Gran Ballo Excelsior,Trieste; 1994 Ritratti Cinematografici, Galleria Cinema Zero; Pordenone; 2000 Confini, Milano; 2009 Sogno in 42 Fotogrammi, Galleria Blanchaert, Milano;2011 Partecipazione a Mia Fair, Milan Image Art Fair; 2013 Tratti e ritratti. Per Alberto. Milano,Cinema Anteo; 2014 Tratti e Ritratti. Per Alberto. 33 fotografie; Torino, Museo del Cinema; 2014 Tratti, ritratti e Sogni, Trieste, Magazzino delle Idee; 2016 Tratti Ritratti e Sogni, Casalbuttano, Cremona, ex Filanda Jacini.

Giuliana Mariniello

Nata a Fossano (Cuneo) è di origine napoletano-istriana. Ha insegnato Letteratura inglese all’Università di Napoli L’Orientale e pubblicato numerosi saggi su Shakespeare, il Rinascimento inglese e la letteratura di viaggio. Si interessa degli aspetti teorici della fotografia e da vari anni porta avanti una ricerca artistica personale. Ha preso parte a vari workshop con noti fotografi italiani e stranieri e ha partecipato a circa 50 mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Parigi, Arles, Cracovia, Budapest, New York, Los Angeles, Tel Aviv). Alcune tematiche del suo lavoro sono il paesaggio urbano, la rappresentazione del “femminile” e il rapporto sacro-profano. Ha curato diverse mostre e scritto articoli e introduzioni a libri fotografici. Le sue pubblicazioni includono Women X Women, Sulla fotografia giapponese contemporanea e Marilyn Forever. E’ membro della redazione della rivista FOTOIT e della SISF. Vive e lavora a Roma.

Greta Gandini

Nata a Milano nel 1985. Dopo la laurea in Linguaggi dei Nuovi Media all’Università Cattolica di Milano, il master in Antopologia Visuale alla UB di Barcellona e il corso di Photoeditor al Cfp Bauer di Milano ha iniziato il suo praticantato nello studio Photoup a Monza specializzato nella foto aerea. Ha poi prestato la sua collaborazione come fotografa e redattrice per testate locali e europee tra cui Monzalacittà e Cafebabel occupandosi di tematiche culturali e sociali ed è cofondatrice della testata digitale vorrei.org. Durante la residenza a Barcellona si è dedicata al documentario focalizzandosi su tematiche di genere: Transitando ed Euforia de Géneros realizzati per Tanios Film e proiettati a festival internazionali tra cui Toronto International Film Festival, Torino LGBT Film Festival. Continua la sua attività di fotografa di reportage e ritratti e videomaker per enti tra cui Gazzetta dello Sport, 24 Ore Cultura, Universal Music, Michel Nyman Limited. Collabora per la didattica museale milanese (Palazzo Reale e MUDEC) ed è ideatrice e project manager del progetto Tertulia – tertuliamagazine.it.

Isabella Balena

Nata a Rimini nel 1965, vive a Milano. Attenta e interessata ai problemi sociali ha scelto il fotogiornalismo come sua espressione di vita, dopo essere stata assistente di Gabriele Basilico; è professionista freelance dal 1991. Nel 1992 è segnalata nel Kodak Panorama Europeo dei giovani fotografi e nel 1994 viene selezionata per il primo Masterclass della World Press Photo Foundation a Rotterdam. Ha lavorato in molte aree di conflitto tra cui Iraq, Somalia, Kenya, ex Jugoslavia, Albania, Messico e sud America, India, l’area medio orientale. Dal 1996 al 1998 è stata fotografa del settimanale D-La Repubblica delle donne; ha realizzato molti progetti tra i quali Questa guerra non è mia, Ci resta il nome – I luoghi della memoria della Seconda Guerra Mondiale in Italia pubblicato da Mazzotta, Memoria dei campi per Isrec di Bergamo, A seno nudo. Ha partecipato a progetti collettivi tra i quali: Dixie-10 fotografi per Milano, Quotidiano al femminile, Oltrefamiglia, Voci nella città, La parola immaginata, Elementi urbani, Sismycity, Sinthesis, storie di persone e trapianti. Ha lavorato per Regione Sardegna e per Regione Lombardia. è stata membro dell’Agenzia Grazia Neri; attualmente lavora in maniera indipendente.

Isabella Colonnello

Laureata in Scienze Politiche con una tesi sulla storia delle donne dal 1940 al 1950, inizia a fotografare nei primi anni Settanta dedicandosi con particolare interesse ai paesaggi industriali, all’architettura, alla trasformazione dei territori e dei luoghi del lavoro, non trascurando altri generi. Nei suoi reportage in Africa ha documentato la costruzione di serre e di pozzi nel deserto del Sinai, e le varie fasi di progettazione e costruzione di strade in Zimbabwe nei dintorni di Harare. Nel 1988, per l’Istituto Nazionale di Pianificazione Urbana (NUPI) di Addis Abeba ha realizzato un reportage della città, presentato alla XVII Mostra Internazionale della Triennale di Milano, dedicata a Le città del mondo e il futuro delle metropoli. Molte le collaborazioni con amici fotografi come Giovanna Borgese, Toni Nicolini, Roberto Zabban, Gabriele Basilico, Cesare Colombo e Paolo Vandrasch. Sue foto sono state esposte in mostre personali e collettive. I suoi libri di fotografia sono: Le stanze della ricerca, Nuove Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano 1992; I paesaggi dell’energia, Nuove Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano 1998; The Glaxo Reseach Center, Milano 1991; Dompè a L’Aquila, Grafiche Nava, Milano 1993; Verso la città nuova, Skirà, Milano 2003 e con Giovanna Borgese: Dove era la fabbrica, Nuove Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 1987 e I luoghi dei rifiuti – Italia 1989, Nuove Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano 1989. Oltre al lavoro fotografico si è dedicata alle ricerche storiche realizzate con il marito Romano Canosa magistrato e storico. Vive e lavora a Milano.

Isabella De Maddalena

Nata nel 1978 a Santa Margherita Ligure (GE), nel 2002 consegue il diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra il 2001 e il 2006 lavora in studi fotografici a Milano e Londra. Dopo uno stage all’agenzia Contrasto, nel 2006 inizia a lavorare a progetti personali, che da subito hanno come centro le donne: ha affrontato i temi dei diritti, la maternità in diversi paesi, e il mondo del lavoro. Nel 2010 si specializza con un Master in Visual Storytelling alla Danish School of Media and Journalism ad Aarhus in Danimarca. Nel 2015 è tra i vincitori del concorso The Other Hundred con un progetto sull’imprenditoria femminile in Polonia. Nel 2018 partecipa ai Rencontres Photo Albert-Kahn a Parigi e alla mostra Family Portrait al festival DOCfield a Barcellona. I suoi reportage sono stati pubblicati su varie testate tra cui: Marie Claire France, Le Monde, Io Donna, WWD USA, L’Espresso, The New York Times. Oltre a lavorare a reportage, da diversi anni porta avanti un archivio di ritratti di personaggi del mondo della cultura, arte, letteratura, cinema. Dal 2011 è rappresentata dall’agenzia Luz. Nel 2018 è entrata a far parte del network internazionale Women Photograph.

Liliana Barchiesi

Nata a Milano nel 1945, inizia nei primi anni Settanta come fotogiornalista con uno a sguardo al mondo femminile: la donna che lavora, le manifestazioni per il divorzio e contro l’aborto clandestino, lo spazio domestico, le aggregazioni e i consultori, nonché le innovazioni apportate da Psichiatria Democratica e da Franco Basaglia; pubblicando su testate come Effe, Noi Donne, Amica, Due più, L’Espresso, Il Quotidiano dei Lavoratori. Come fotografa e autrice di audiovisivi partecipa a mostre collettive e personali tra cui: Donne-Immagini 1974/1979 Palazzo Vitelli Università di Pisa (2008-2009), La casa e i riti, Palazzo Fortuny Venezia (1980), L’altro sguardo Triennale di Milano (2016). Dopo un periodo in cui si dedica prevalentemente alla fotografia di studio, riprende negli anni 2000 l’attività giornalistica continuando nel suo impegno in collaborazione con Associazioni di donne, esprimendosi attraverso fotografia e documentario in un confronto fra ieri e oggi: diversità e similitudini e contro gli stereotipi e la violenza.

Loredana Celano

Nata a Milano nel 1969. Fotografa freelance, collabora con diverse agenzie fotografiche e quotidiani quali Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, NG Italia. Si occupa di Social, Street Photography, Landscape e Ritratto. Nel 2011 espone il progetto “Via Padova: facciamo tutti la stessa strada”, fotografie incluse nel libro pubblicato a Dicembre 2017 a cura di Uliano LucasVia Padova e dintorni. Identità e storia di una periferia milanese”. Nel 2012 espone al Milano Photofestival Woman Around my world: istantanee di donne in giro per il mondo. Nel 2014 espone il Reportage “La Casa di Andrea” sulla Casa di Accoglienza maschile dalla Fondazione Somaschi. Tra il 2015 e 2017 firma 10 reportage commissionati dal Corriere della Sera sulla Giovane Europa e partecipa in Collettiva alla Milano Photo Week con due progetti: alla Casa delle Donne ed allo Spazio di Via Pepe; al TriestePhotoFestival espone il progetto Green Cities su Nord Europa.

Lucia Baldini

Racconta per immagini dagli anni Ottanta, avendo come principale scenario l’ambito musicale. Inizia a collaborare con festival e compagnie di teatro e danza, in particolare per oltre 12 anni con Carla Fracci costruendo un progetto fotografico che si concretizzerà in un libro e in una mostra itinerante. Da compagnie e musicisti argentini si lascia coinvolgere nella cultura del tango che la porta a realizzare, nell’arco di 15 anni, 4 libri fotografici. Dall’incontro con Carlo Mazzacurati si è lasciata appassionare dal mondo del cinema divenendo fotografa di scena di vari film. Ha pubblicato libri fotografici dedicati alla danza, alla musica, al teatro e a Buenos Aires, ricevendo premi e riconoscimenti. Ispirandosi al dialogo tra le opere dei musei fiorentini e il pubblico in visita ha costruito per la Sovrintendenza ai Beni Artistici e Storici di Firenze, due progetti editoriali ed espositivi. Si occupa del sociale creando con l’attrice Anna Dimaggio il progetto Scarpe senza Donne e i Custodi in Cammino, che attraverso azioni performative e drammaturgiche affronta la tematica della violenza sulle donne. Ha esposto suoi lavori in Italia e all’estero e alcune sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Conduce seminari e laboratori sulla fotografia di scena e da sempre porta avanti un progetto di ricerca legato all’onirico.

Margherita Dametti

Margherita nasce nel 1980 a Milano. Conseguita la laurea in Arabo, nel 2004 inizia la carriera nella cooperazione internazionale, che la porta a vivere e viaggiare in diversi paesi di Medio Oriente e Africa: qui nasce la sua fotografia che, grazie a collaborazioni con riviste e siti di informazione, diventa un impegno sempre più importante. Formatasi presso Fondazione Forma e NABA, si specializza in reportage (Istituto Italiano di Fotografia) e fotografia partecipativa (Photovoice). Nel 2013 contribuisce a creare Il Maestro e Margherita Fotografia Etica e Sostenibile, progetto ispirato al business sociale, nel quale si dedica sia alla fotografia commerciale sia alla fotografia sociale, sviluppando progetti di reportage e di fotografia partecipativa, con particolare attenzione al tema migrazione. Dal 2017 è Global Programme Manager presso Lensational, impresa sociale che usa la fotografia per l’empowerment femminile nelle comunità più vulnerabili di Asia, Africa e Medio Oriente.

Margherita Mirabella

Nata a Roma nel 1978. Dopo aver conseguito una laurea in Lettere Moderne all’Università La Sapienza, ha studiato fotografia all’Istituto Europeo di Design di Roma. Ha iniziato la sua carriera lavorando a campagne pubblicitarie ma ha in poco tempo spostato il suo interesse in campo umanitario, diventando fotografa ufficiale per Operation Smile, un ‘organizzazione internazionale attiva in tutto il mondo che offre chirurgie gratuite a bambini con malformazioni facciali. Negli ultimi dieci anni, ha documentato più di 25 missioni in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina.  Ha poi iniziato a collaborare con il VIS e con Shoot4Change, insieme hanno documentato progetti e attività di educazione e supporto a bambini in Etiopia e ad Haiti. Margherita ha pubblicato i suoi reportage dall’Africa, dagli Stati Uniti e dal Sudamerica su D-La Repubblica delle donne, Io donna, Corriere della Sera, La Repubblica, El Mundo. Vive attualmente a New York. Mostre: 2014 Earth Day Italia “Cambiamo Clima!” Museo MAXXI, Roma; 2012 “Shoot4Change” Palazzo Valentini, Roma; 2010 Operation Smile “10 anni di Sorrisi”, Explora Museo dei Bambini di Roma.

Margherita Verdi

Vive e lavora a Firenze dove ha iniziato la sua attività fotografica all’inizio degli anni Ottanta. Ha partecipato a numerose personali e collettive in Italia e all’estero, in musei e gallerie. Oltre alla ricerca fotografica, collabora con enti pubblici e privati nell’organizzazione di esposizioni ed attività culturali (ha curato, in collaborazione con Dryphoto, dal 1994 al 2004 il premio europeo donne fotografe I luoghi della vita). Ha realizzato diversi progetti fotografici alcuni dei quali sugli orti botanici, sull’archeologia industriale, musei di storia naturale, zoo, acquari e luoghi religiosi.

Marianna Cappelli

È nata a Napoli dove ha conseguito la maturità artistica. Vive a Novara. Nel 1994 si avvicina alla fotografia seguendo i corsi di Giuliana Traverso, partecipa ai progetti editoriali: La donna di fine millennio, ed. Leonardo Arte e Viaggio intorno alla mia camera, ed. Fondazione Costa. Ha iniziato il suo percorso con un progetto sull’infanzia presentato in un’esposizione personale, Cupo incanto, al Diaframma Kodak Gallery di Milano e successivamente a Torino, alla Biennale internazionale di fotografia. E’ tra i vincitori del premio Fondazione Costa di Genova e del premio internazionale M.I.L.K. photos, presieduto da Elliott Erwitt. Dal 2001 si occupa di fotografia di moda. Suoi lavori sono stati pubblicati su Vogue gioiello, Vogue pelle, Photo, Fotopratica Private, Zoom, Marie Claire, Soprattutto, Sposabella. Nel 2017 ha esposto al Palazzo della Triennale di Milano con il progetto Parlando con voi.

Marina Spironetti

Nata a Milano nel 1974, dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, inizia a lavorare come giornalista. Nel 2004 studia fotogiornalismo presso il London College of Communication; dal 2005 al 2008 lavora come corrispondente per l’agenzia italiana Eidon Press, per cui copre i maggiori eventi politici da Londra e dal Regno Unito. Rientrata in Italia dal 2013, collabora regolarmente con riviste italiane e internazionali. I suoi interessi spaziano dalla fotografia di ritratto a quella di viaggio, ma sempre con una particolare attenzione all’elemento umano. Molti dei suoi progetti personali hanno come oggetto la documentazione di tradizioni e culture che stanno scomparendo. Del 2015 è il progetto Exposed – 184 creativi per Milano, 184 ritratti di artisti e creativi che hanno scelto il capoluogo lombardo per vivere e lavorare, esposto alla Fabbrica del Vapore durante Expo2015. Le sue immagini sono state esposte in personali e collettive a Londra e Tokyo. Nel 2017 è selezionata fra gli artisti di Photo Oxford; partecipa inoltre alla prima Triennale della Fotografia italiana a Venezia. è fra i vincitori del Travel Photographer of the Year per tre anni consecutivi (2016-2018).

Marzia Malli

Nasce a Milano nel 1950. Inizia la sua attività professionale nel 1973 come fotogiornalista realizza reportage di viaggio, ritratti e foto di attualità con un’attenzione particolare al mondo delle donne. Collabora con diverse testate: Il Mondo, Epoca, L’Europeo, Amica, FMR. Negli anni ’80 rileva con Paolo Belloni lo Studio Tollini, il più antico studio fotografico a luce naturale di Milano. Si dedica in seguito a foto di still-life e arredamento per le maggiori testate italiane e straniere. Appassionata di decor e giardini realizza libri a tema tra cui Ritratti di Orchidee-Idea Libri, Saison Bonsai-Leonardo De Luca E.,Giardini in vaso – A .Mondadori. Ha partecipato a Mostre collettive: L’Occhio di Milano Rotonda della Besana Mi, Una nessuna centomila-Palazzo Fortuny Venezia, Foto d’autrice-Galleria Belvedere Mi. Nel 2012 fonda con Arianna Battistessa il blog Red Address e la rivista digitale Aryhome, progetti che nascono dalla voglia di condividere idee e ispirazioni legate al mondo del design e dell’arredamento a cui si affiancano lavori di ricerca personale ed artistica.

Melania Messina

Si forma alla School of Visual Arts di New York. Negli anni Ottanta ritorna in Italia, a Milano e successivamente a Palermo. Impegnata nella ricerca di codici di comunicazione visiva attraverso la fotografia, utilizza il colore come forma espressiva e i suoi lavori trattano spesso tematiche sociali. Negli anni collabora con le principali testate italiane e estere. Nel 2004 le sue fotografie sono selezionate per la realizzazione del volume Imagining Ourselves, anthology con prefazione di Isabella Allende, curato dall’International Museum of Women di San Francisco, presentato a New York durante la quarantanovesima sessione della commissione ONU sulla condizione femminile. A Palermo realizza un progetto con i minori del quartiere Zen documentato dalla rete 3 della RAI. Dal 2013 al 2015 lavora sul tema della violenza domestica con la serie Silenzi Interrotti. I suoi lavori sono esposti in mostre in Italia e all’estero e sue foto fanno parte della collezione permanente dell’Accademia Carrara di Bergamo. Dal 2010 è parte del collettivo BuenaVista photo, una rete solidale di fotogiornalisti italiani. Nel 2017 è premiata dall’Associazione Libera di Santa Margherita Belice per l’impegno dimostrato attraverso il lavoro nel contrastare i fenomeni di illegalità in Sicilia.

Nicoletta Prandi

Nata a Bergamo, fotogiornalista, ha collaborato ai quotidiani Il Giorno e L’Eco di Bergamo e a riviste e periodici nazionali. Ha realizzato pubblicazioni dedicate a Berberi, India, Yemen ed Etiopia.. Ha esposto suoi lavori in varie sedi tra cui Musei Diocesani di Bergamo e Gaeta, Marghera, Milano e Napoli. Un’ampia e indagine sui cimiteri ebraici in Marocco si è conclusa nel 2013 a Bergamo con la mostra Come goccia d’acqua in un secchio. Del 2016 è l’esposizione al centro della città di Treviglio con immagini dedicate alla poetessa Antonia Pozzi: Non devo scordare che il cielo fu in me. Sempre nel 2016 la partecipazione a Colorno Photo Life con il secondo posto per il miglior portfolio. Ha esposto a Fotografia Europea 2017: Non importa se tutte le bellezze del mondo sono da un’altra parte, esposte poi al Photofestival  di Perugia. Ha pubblicato per le Edizioni Pulcino Elefante. E’ autrice dei testi del libro su Bergamo Certi silenzi edito nel 2015.

Paola Agosti

Nata nel 1947 a Torino, ha iniziato nel 1970 l’attività di fotografa indipendente, collaborando con le principali testate italiane ed estere. Ha ritratto leader politici, uomini di cultura e artisti di fama internazionale, si è occupata con particolare attenzione di volti e fatti del mondo femminile. Ha indagato la fine della civiltà contadina del Piemonte più povero e le vicende dell’emigrazione piemontese in Argentina e fotografato i protagonisti della cultura europea del Novecento, pubblicando su questi temi numerosi libri: Riprendiamoci la vita, Savelli 1976; Immagine del “mondo dei vinti”, Ed. Mazzotta 1978; San Magno fa prest, Priuli e Verlucca 1981; La donna e la macchina, Ed. Oberon 1983; Dal Piemonte al Rio de la Plata, Regione Piemonte 1988; Caro cane, La Tartaruga 1997; El paraiso: entrada provisoria, FIAF 2011; Il destino era già lì, Araba Fenice 2015. Con Giovanna Borgese: Mi pare un secolo, Einaudi, 1992; C’era una volta un bambino, Baldini&Castoldi 1996.

Paola Mattioli

Nata nel 1948, vive e lavora a Milano dove ha studiato Filosofia e si è laureata con una tesi sul linguaggio fotografico. Esplora ambiti teorici e politici che vanno dall’interrogazione sul vedere al linguaggio, alla differenza femminile, dal lavoro operaio ai sedimenti della storia. Tra le mostre: Immagini del no, 1974; Donne allo specchio, 1977; Cellophane, 1979; Statuine, 1987; Regine d’Africa, 2004; Consiglio di Amministrazione, 2006; Fabbrico, 2006; Dalmine, 2008; Una sottile distanza, 2008; Mémoires d’Afrique, 2016. La mostra Altra misura (2015), a cura di Raffaella Perna, ha riproposto i suoi lavori sulle donne nell’ambito del femminismo degli anni ’70, alcuni dei quali sono poi confluiti nella collezione di Donata Pizzi e nella relativa mostra L’altro sguardo (2016), e nella mostra TV 70 Francesco Vezzoli guarda la RAI (2017). Nel 2016 Cristina Casero ha pubblicato la prima monografia sul suo lavoro: Paola Mattioli, Sguardo critico di una fotografa, Postmediabooks.

Patrizia Bonanzinga

Matematica e fotografa, ricercatrice nel settore delle telecomunicazioni fino al 1995, quando ha deciso di dedicarsi solo alla fotografia. Ha vissuto in Messico, Algeria, USA, Francia, Cina e Belgio. Ha lavorato come giornalista per riviste specializzate in fotografia e tenuto corsi in ambito universitario. Ha esposto in: Italia, USA, Russia, Polonia, Guatemala, Spagna, Francia, Cina, Mozambico, Belgio e Portogallo. Le sue fotografie sono incluse nelle collezioni: della Galleria Nazionale di Roma, del Multi Medium Art Museum di Mosca, del MAXXI di Roma, del Centro di Documentazione Ricardo Rangel di Maputo, della Fondazione Basso di Milano e in collezioni private. Ha pubblicato: The Road to Coal (Hopefulmonster, Torino 2004), Ritrovi (Maschietto, Firenze 2007), L’Altra Infanzia (UNICRI, Torino 2009) e Time Lag (Damiani, Bologna, 2011). Sviluppa il suo lavoro secondo due piani distinti. Da una parte viaggia in territori sensibili con il chiaro intento di realizzare reportage, nella sua accezione più classica, usando le tradizionali tecniche analogiche. Dall’altra s’interroga sulla relazione tra fotografia e realtà, e anche sul rapporto tra verità ed apparenza, costruendo dei medi formati digitali dove le immagini sono tagliate, sovrapposte, elaborate e rimontate: l’intento è quello di esprimere una nuova realtà, a volte plausibile a volte surreale.

Patrizia Pulga

Nata a Bologna nel 1950, laureata in Scienze Politiche, dal 1979 è fotografa e docente di fotografia. Charter Member di Women In Photography International, si occupa di tematiche di genere, immigrazione, intercultura e delle modificazioni urbanistiche nelle città europee e statunitensi con reportage in Europa, USA, Asia, Africa e America Latina. Numerosi i progetti ideati come Women Photographers’ Net, censimento sulle fotografe europee per Bologna 2000 Città Europea della Cultura, Appunti contro il Razzismo con la scrittrice Elena Gianini Belotti, e quelli a cui ha partecipato come Lithuania 24 hours. Mostre presso: Museo d’Arte Moderna di Monaco di Baviera; Museo d’Arte Moderna di Zagabria, Museo d’Arte Moderna di Vilnius, Accademia Italiana di Londra, World Trade Center di Barcellona, 5a Biennial of Fine Art and Photography di Barcellona, Galleria degli Uffizi di Firenze, SICOF di Milano, Galleria d’Accursio, Biblioteca dell’Archiginnasio, Palazzo Comunale, Palazzo dei Notai, Cineteca di Bologna, Photo L.A di Los Angeles. Sue immagini fanno parte delle collezioni del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e della Women in Photography International Collection/Beinecke Library della Yale University. Nel 2017 ha scritto il volume Le donne fotografe dalla nascita della fotografia ad oggi: uno sguardo di genere, Ed. Pendragon.

Patrizia Riviera

Nata a Milano nel 1956, vive a Bergamo. Si occupa di reportage sociale e di ricerca. Dal 2005 conduce laboratori di fotografia espressivi e terapeutici per persone con patologie psichiche. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra queste: Unsure Felings che ha vinto due primi premi e la pubblicazione di un libro monografico, esposto in Italia, a New York, Seattle, in Belgio, in Slovakia; L’altra città, esposto nella mostra “Captivi” a cura di Gigliola Foschi, galleria San Fedele, Milano; Liberamente in Patagonia, il viaggio di cinque malati di mente, mostra a cura di Roberto Mutti, Bergamo; Close-Ups, esposto al Premio Europeo Donne Fotografe a Prato, Roma, Trento e Marghera; I give up: l’ultimo viaggio, che ha vinto il 2° premio all’Internazionale di Rovereto, esposto nel 2016, galleria Quarenghi50, Bergamo; Eden, esposto nel 2018, galleria di Cascina Martesana, Milano. Le sue fotografie sono in collezione alla Bibliothéque Nationale de France, Parigi.

Silvia Lelli

Nata nel 1950, dopo la laurea in Architettura a Firenze, fotografa teatro, danza e performance art. Pubblica ed espone Storia di un soldato (1979), Ritratti senza posa (1985), Neon collection / Neon installation (1982-2017), Flying Music (2008), Danza Dentro-Danza Oltre (1998-2004), Körper und Raum (1999-2001), In cammino, al bordo (2007). E’ alla 54a Biennale di Venezia (2011). Del 2017 è la videoinstallazione Vuoto con memoria. Collabora con Filarmonica della Scala dal 1981, Festival di Salisburgo e Ravenna. Fotografa ufficiale del Teatro alla Scala di Milano (1979/1996) con Roberto Masotti. Insieme hanno realizzato: Teatro alla Scala, magia della scena, L’attimo prima della musica, Suoni-Spazi-Silenzi, Note Sparse, trainCAGEtrain, Bianco Nero Piano Forte, Passacaglia Alta, La Vertigine del Teatro, Musiche, Stanze al presente, Empty Words, Filarmonica della Scala, Stratos e Area.

Simona Filippini

Diplomata all’ISFCI (Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata) di Roma, si occupa di fotografia dal 1988. Inizia a lavorare a Parigi come assistente di Paolo Roversi e poi come fotografa free-lance. Pubblica testi e fotografie su numerose riviste italiane e francesi e partecipa a mostre collettive e personali in Italia e all’estero tra cui tra cui Roma City, ai Mercati di Traiano, Fotografia Festival Internazionale di Roma, a cura di Marco Delogu, 2Rome alla Casa Italiana Zerilli Marimò, New York, a cura di Acta International nel 2003, Alza gli occhi e guarda al Palazzo Reale di Napoli e con istallazioni nei quartieri nel 2005 a cura di Vittorio Giancaspro. Collabora dal 2006 con istituti scolastici pubblici e privati sul territorio nazionale, organizzando laboratori di educazione all’immagine e corsi di fotografia, è responsabile dei corsi per bambine/i e adolescenti presso Officine Fotografiche Roma. Fonda nel 2008 l’Associazione Culturale Camera21, cura e realizza mostre, progetti fotografici e video sulle tematiche di genere e sull’integrazione dei nuovi cittadini, quali Italiani per Costituzione, Donne globali raccontano, Femminile, Plural e A scuola anch’io. Fotografa dal 1993 la città di Roma e nel 2014 pubblica il libro RomeLOVE, con un testo inedito della scrittrice Igiaba Scego.

Sonia Lenzi

Sonia Lenzi vive e lavora tra Bologna e Londra. La sua pratica artistica, nella quale la fotografia è utilizzata per creare rapporti sociali attraverso segni, forme e gesti, riguarda temi di carattere trasversale, relativi all’identità e alla memoria delle persone e dei luoghi. E’ diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, laureata in Filosofia e in Giurisprudenza all’Università di Bologna e specializzata in Scienze Amministrative. Ha fatto parte del lens-based artists’ project britannico “Uncertain States”. Suoi lavori sono stati acquisiti in diverse collezioni ed esposti in Italia e all’estero: “It Could Have Been Me/Avrei Potuto Essere Io”, memoriale alla strage del 2 agosto 1980, nell’Atrio della Stazione Alta Velocità di Bologna (2015), “Family Archaeologies/Archeologie familiari”, una esplorazione della casa di famiglia, a Londra (2015), “Lares Familiares” al Museo Archeologico di Napoli (2016) e “Prendimi a Vivere con Te/Take Me To Live With You” a Bologna (Art City 2017).

Stephanie Gengotti

Fotografa di nazionalità italo-francese con base a Roma; laureata come interprete in inglese e francese, si diploma in Fotogiornalismo alla Scuola Romana di Fotografia, dove segue anche un master di moda e ritratto. Lavora principalmente il ritratto e il reportage. La necessità di instaurare un rapporto empatico e diretto, la conduce a vivere nella stessa casa e nella medesima quotidianità dei protagonisti delle sue storie; lo scatto fotografico diventa quindi solo l’ultimo atto, la catarsi, di un lento e lungo percorso di conoscenza. Le sue opere sono state premiate ed esposte in gallerie e festival internazionali e pubblicate su testate nazionali ed internazionali quali: L’Espresso, Le Monde Magazine, Stern, National Geographic, The New York Times, The Sunday Times, Le Monde, 6 Mois, Yo Dona, El Mundo, Vanity Fair, IL, Il Reportage, ecc.

Thelma & Louise

Lo studio fotografico Thelma & Louise nasce a Milano nel 1995 per iniziativa di Chiara Madera e Natascia Disperati che decidono di mettere a frutto la loro esperienza, prima come assistenti e poi come fotografe in un prestigioso studio fotografico di Milano. Grazie alla passione per la fotografia e per il cibo dei due membri, lo studio sviluppa collaborazioni stabili con le principali case editrici italiane e numerose aziende nel settore alimentare, elencate di seguito. Editoria: De Agostini, Electa Mondadori, A. Mondadori, G. Mondadori, Edit, New Techniques, Fabbri, RCS Rizzoli, Hachette Rusconi, Ed. Domus, Axioma Edit. Aziende: Nestlè (Buitoni, Motta, ecc.), Amadori, Nuova Terra, Lat Bri, Carapelli, Kraft, Antica gelateria del corso, Esselunga, Santarosa, Tupperware, Maggi, BoFrost.

Tiziana Arici

Nata a Brescia nel 1956, apre il suo primo studio nel 1984 e inizia la sua collaborazione con aziende, agenzie pubblicitarie, case editrici. Realizza campagne pubblicitarie misurandosi in diversi campi: interior, giardini, food e still life. I suoi servizi fotografici sono stati pubblicati su numerose riviste, libri di cultura, architettura e mostre. Ha realizzato libri fotografici documentando passioni artistiche, reportage di Musei e Biblioteche, ha ceduto immagini per le copertine di libri sul pensiero femminile. Da sempre è attenta alle tematiche sociali che riguardano la vita delle donne e collabora con consultori ed associazioni no profit. è Docente di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, per i corsi di Fotografia dei Beni Culturali e Scenografia e Decorazione. Dal 2000 partecipa a mostre a livello nazionale ed internazionale: Laboratorio Alzheimer, Korian Brescia 2018; Il diritto di esser fragili, Casa di Industria, Brescia 2017; La vita degli altri, Studio Gallery, 2017; Realtà Fuori Campo, Brescia 2017; La vita è un palcoscenico, Borgo dei Creativi di Meano 2017; Invisibili, Festival della letteratura di Mantova 2013; Light shadows, Municipio di Salò 2011, Colomba, dedicato a mia Madre, Brescia 2011; Import Export, Brescia 2009 per citarne alcune. Vive ed ha studio a Brescia.

Valeria Gradizzi

Nata a Verona nel 1979, ha studiato Fotografia seguendo workshop con diversi fotografi tra i quali Giovanni Umicini, Christopher Anderson e Ivo Saglietti. Nel 2014 realizza White Shadow – under the mango tree, racconto fotografico sulla difficile situazione degli albini in africa centrale, esposto durante il Festival Internazionale di Fotografia Photolux di Lucca e a Magazzini Fotografici di Napoli. Nel 2018 viene premiata con una menzione d’onore al 12th Julia Margaret Cameron Award e con la Silver winner al Tokyo International Awards con il progetto Al Batin / The hidden, reportage a lungo termine sulle donne all’interno del misticismo islamico. La sua attenzione è rivolta alla fotografia documentaristica caratterizzata da forti temi sociali. Attualmente vive e lavora a Verona.

Vittoria Amati

Nata a Roma, Vittoria Amati è una fotografa, giornalista e subacquea di lunga data. Nel 1980 comincia la sua collaborazione giornalistica e fotografica con Mondo Sommerso e Il Subacqueo per i quali esplora i fondali marini della costa italiana per realizzare articoli mirati ai subacquei. Dal 1980 in poi, viaggia per conto di Epoca realizzando reportages di attualità a sfondo sociale e politico. Le sue foto appaiono su Amica, Grazia, W, Tatler, Geo e su molte altre riviste italiane e inglesi. Negli ultimi anni è tornata a concentrarsi sul mare e la fotografia subacquea, e una consapevolezza maggiore sui danni provocati dalla pesca in apnea e dal cambiamento climatico l’hanno spinta a scrivere il libro illustrato Hello & Goodbye Coral Reef. Nel 2014 ha esposto le sue foto subacquee al Museo di Storia Naturale di Roma. È laureata in Scienze Politiche alla Università di Londra. Vive nel Regno Unito dal 1986.

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